Fernando Proce ha festeggiato i suoi 60 anni trasformando un semplice compleanno in uno show ironico e spettacolare, confermando il suo ruolo di dj più amato d’Italia e di voce simbolo della radio privata. In un’intervista concessa a Novella 2000, Proce ha ripercorso una vita interamente dedicata alla radio, tra passato, progetti futuri e uno sguardo molto lucido sul mezzo che, come dice lui stesso, «è l’unico elemento che mi tiene vivo».

Una festa-spettacolo per i 60 anni

Per i suoi 60 anni, Fernando Proce ha scelto una celebrazione fuori dagli schemi, ospitata al 55 di via Piero della Francesca a Milano, locale di proprietà del medico Giovanni Macrì. Più che un gala, è stata una vera festa corale, con amici storici, imprenditori, giornalisti e molte star della radio, oltre a volti noti come Cristiano Malgioglio e il regista Roberto Cenci.

L’ingresso del festeggiato è stato uno dei momenti più scenografici: Proce è apparso su un palco facendosi portare dentro una bara scenica, in un gioco autoironico con l’idea del tempo che passa e del rifiuto dell’età. Lui stesso ammette che la celebrazione è stata «molto ironica» e si definisce, insieme ai colleghi, un eterno Peter Pan che non si accorge di quanto velocemente scorrano gli anni.

Una vita interamente dedicata alla radio

Nell’intervista a Novella 2000, Proce racconta di aver iniziato a fare radio a soli 10 anni, in un programma per bambini, senza più abbandonare quel mondo per i successivi 50 anni. In questo lungo percorso ha cantatoscritto e sperimentato ogni ruolo possibile dietro al microfono, mantenendo, come sottolinea lui stesso, «lo stesso entusiasmo» degli inizi.

Guardando al bilancio dei suoi sessant’anni, descrive tutto come «straordinario e meraviglioso, come un bel film», anticipando che proprio da questa storia nascerà un film ispirato alla sua vita. Il progetto, su cui lavora da un paio d’anni, è ambientato nel Sud Italia e racconta di un bambino «rapito dalla radio» ma ostacolato da chi non comprende il valore di quel sogno, un sogno che si spezza e genera dolore e sofferenza.

Progetti futuri e un film autobiografico

Il film dedicato alla sua storia è attualmente nella fase di casting, mentre si completa la sceneggiatura, con l’obiettivo di vedere la luce entro il prossimo anno. Proce lo descrive come la narrazione di un legame quasi viscerale con la radio, capace di segnare l’infanzia e la crescita di un ragazzo del Sud, tra incomprensioni familiari e la forza di un sogno che resiste.

Accanto al cinema, Proce continua a coltivare altri progetti legati alla musica e alla scoperta di nuovi talenti, affiancato dal sassofonista Piero Billeri, definito il suo «braccio destro musicale» e socio in una realtà che produce artisti e performer particolari. Per festeggiare il compleanno, ha voluto tre giorni di celebrazioni con circa 200 invitati a cena e uno show di circa cinque ore, arricchito dalla partecipazione di Cristina D’Avena e di tanti colleghi radiofonici.

La radio oggi e i consigli ai giovani

Nonostante venga definito dagli addetti ai lavori il dj più amato d’Italia, Proce continua a presentarsi come «un umile addetto ai lavori» e si colloca tra «il più giovane dei vecchi» accanto a nomi come Linus e Marco Galli, decani della radio. Ribadisce di non sentirsi influente e ripete che «la radio è l’unico elemento che mi tiene vivo», ricordando di aver visto nascere manualmente la radio privata, persino andando a cercare le valvole per i trasmettitori.

Sul presente del mezzo, nota come spesso i contenuti radiofonici vengano confusi con i podcast e spiega che per fare radio servono preparazione musicale, positività, ottimismo e la capacità di trasmettere passione, con una cultura che spazia dalla politica all’attualità. Per lui, il conduttore deve essere prima di tutto «un amico. Una persona di cui ti fidi» e la radio resta una palestra di professionalità e comunicazione, oltre che un dono naturale fatto di un’alchimia di energia, competenze e positività.


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