Dalla Calabria ai grandi palchi della musica italiana, Raffaele Renda è una delle voci più interessanti della nuova scena pop e R&B. Nato a Lamezia Terme nel 2000, si è fatto conoscere prima a Sanremo Young e poi ad Amici di Maria De Filippi, conquistando pubblico e critica con la sua vocalità intensa e il suo stile internazionale. Dopo il successo dell’EP Il sole alle finestre, da oltre 14 milioni di stream su Spotify, torna oggi con il nuovo singolo Slow Whine, un brano che mescola italiano, inglese e dialetto calabrese, segnando l’inizio di una nuova fase artistica.

Nel racconto pubblicato da BollicineVip, il cantante ripercorre un cammino fatto di televisione, musica e rinascita personale. Il percorso, spiega, è stato lungo e non privo di ostacoli, ma oggi si traduce in una consapevolezza diversa e in un progetto musicale che guarda avanti con decisione.
L’esperienza ad Amici
Parlando di Amici, Raffaele definisce quell’avventura come qualcosa di molto forte e impegnativo: «È stata un’esperienza molto intensa e tosta. La desideravo da anni e l’avevo provata più volte prima di riuscire a entrare. Quando è successo, ero cresciuto sia artisticamente sia personalmente, avevo scritto tanti brani e sentivo che era arrivato il momento giusto». La parte più dura, aggiunge, è stata quella televisiva: «Paradossalmente l’aspetto televisivo. Le telecamere, la pressione, l’essere osservato continuamente. Però la musica ha sempre prevalso. Sono arrivato a un passo dalla finale ed è stato comunque un percorso bellissimo».
Da quel percorso, sottolinea, ha tratto soprattutto una lezione concreta: «La disciplina. Quel ritmo serrato mi ha dato sicurezza e mi ha insegnato che il lavoro duro ripaga davvero». Un passaggio che racconta bene quanto la dimensione artistica e quella umana siano cresciute insieme.
La rinascita con Slow Whine
Dopo il programma, Raffaele ha attraversato anche una fase complicata: «Sì, ho vissuto una fase difficile. Scelte che hanno compromesso il mio percorso artistico. Però ho sempre cercato di vedere le cose in modo positivo. Anche nei momenti bassi mi è rimasta la musica, che è la cosa che mi ha sempre rialzato e grazie anche ai giusti e validi professionisti del settore che ho avuto la fortuna di incontrare sulla mia strada, ho continuato a scrivere, a sperimentare ed a guardare avanti». Oggi il presente si chiama Slow Whine, un brano che segna il ritorno dopo cinque anni di silenzio discografico.
«Esatto. È uscito da poco ed è un brano dancehall che mescola inglese e dialetto calabrese. Non pubblicavo musica da cinque anni e sentivo il bisogno di tornare con un pezzo leggero, estivo, che facesse da ponte verso quello che verrà dopo. Devo ringraziare anche la mia etichetta “Mind The Musik” per aver creduto e sostenuto le mie idee artistiche con quotidiano confronto e professionalità». Per lui, la direzione resta chiara: «L’R&B e il pop internazionale sono sempre stati il centro della mia vita musicale. Voglio portare quel sound in italiano e pubblicare nuova musica con continuità. Mi sono imposto di farlo e vedremo dove mi porterà il percorso».

Sogni, famiglia e futuro
Accanto a Raffaele in questa fase c’è anche l’editore e produttore discografico Pierpaolo D’Emilio, cofondatore di Mind The Musik #MTM. Sul cantante, D’Emilio dice: «Secondo me è un artista di livello molto alto: ha personalità, è preciso, cura i dettagli, lavora tantissimo ed è un musicista completo. Se devo avvicinarlo a qualcuno nel mio immaginario, penso a Marco Mengoni: stessa grande vocalità, capacità di scrittura e sensibilità musicale. È un ragazzo che merita davvero tanto e sono quasi certo che riuscirà a brillare nei suoi intenti artistici».
Guardando avanti, Raffaele non nasconde il desiderio di tornare sul palco dell’Ariston: «Assolutamente sì. Sanremo è un sogno e un obiettivo di vita. Non sto cercando ossessivamente il pezzo giusto, sto cercando di farmi trovare pronto quando arriverà. Deve succedere, prima o poi». Per restare con i piedi per terra, dice di affidarsi alle persone più vicine: «Ho la fortuna di avere accanto persone che mi ricordano sempre chi sono: la mia famiglia e i miei amici nonché il mio team di Mind The Musik. In questo mestiere a volte puoi perdere la bussola, ma loro mi aiutano a rallentare e a ripartire dalle cose autentiche». E sul duetto dei sogni conclude: «Se penso a una collaborazione realistica, direi Sissi, perché sento una vibe molto vicina a quella che sto cercando anch’io. Se invece posso volare altissimo, allora scelgo Sean Paul: l’ho visto recentemente in concerto e ha un’energia incredibile».


