Sul palcoscenico del Teatro Fraschini di Pavia vanno in scena oggi e domani, 30 e 31 ottobre, le celebri opere Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni e Pagliacci di Ruggero Leoncavallo. Questa produzione firmata dal Teatro Fraschini, accompagnata dall’hashtag #Un’emozionepertutti, vede la regia affidata a Davide Marranchelli, le scenografie curate da Francesca Sgariboldi e la direzione d’orchestra guidata da Biagio Micciulla. L’impostazione registica colloca entrambe le storie nella medesima comunità a distanza di un secolo: mentre i protagonisti cambiano, i meccanismi di violenza ed esclusione si ripetono identici, trasformando la realtà in un mero racconto. Nel primo dramma la popolazione si ritrova per celebrare la Pasqua mentre matura una tragedia; cento anni dopo, gli stessi eventi diventano uno spettacolo teatrale in cui la memoria ha spazzato via il dolore, convertendolo in farsa.
La lettura di Davide Marranchelli intreccia i due caposaldi del verismo operistico in una narrazione continua, evidenziando come la violenza sopravviva a chi l’ha commessa. L’allestimento interroga il pubblico su cosa si scelga di credere autentico e sulle ragioni per cui una comunità preferisca versioni di comodo rispetto ai fatti reali. In merito a questo aspetto, Francesco Nardelli, Direttore Generale del Teatro Fraschini, dichiara: «La scelta artistica e registica di ambientare le due opere nello stesso paese a cento anni di distanza ci mette davanti a una domanda: che cosa abbiamo imparato a riconoscere della violenza e quanto, invece, continuiamo a giustificarla o a dimenticarla? In questo allestimento, il tempo trascorso ha trasformato una tragedia in una farsa e cancellato il dolore di Santuzza. È un meccanismo che ci riguarda: oggi siamo continuamente esposti a rappresentazioni della realtà, eppure distinguere ciò che accade da ciò che ci viene raccontato diventa sempre più difficile. Finiamo per credere alla versione che ci rassicura, che conferma le nostre convinzioni. E la realtà rischia di morire nella sua rappresentazione: restano le immagini e i racconti, si perdono le persone e le conseguenze dei fatti. Il teatro ci porta dentro questa contraddizione. Dichiara la propria finzione e proprio attraverso quella finzione ci permette di riconoscere qualcosa di vero, anche quando avremmo preferito non vederlo. È questa possibilità di interrogare ciò che abbiamo davanti, di dubitare del racconto che ci sembra più comodo, che vorremmo condividere con il pubblico».
Dalla tragedia alla farsa: la lettura di Cavalleria rusticana e Pagliacci
In Cavalleria rusticana, la scenografia propone dapprima un contesto quotidiano segnato da riti religiosi e consuetudini sociali che stabiliscono le dinamiche di inclusione ed emarginazione. Tale impianto realista sfuma tuttavia verso il realismo magico e il mondo fantastico di Alberto Savinio, evidenziato dal bagliore di una saetta che simboleggia una verità visibile soltanto a Santuzza. Emarginata e respinta, la donna assiste impotente alla legittimazione della violenza in nome dell’onore maschile. Trascorso un secolo, in Pagliacci la tragedia originaria viene riproposta sotto forma di farsa da una compagnia teatrale. La figura di Santuzza viene del tutto rimossa dal racconto e dalla memoria collettiva. Ribaltando il percorso della prima opera, qui è il teatro a richiamare la cruda realtà: gli attori si nascondono dietro le maschere invocando le intuizioni di Luigi Pirandello e la riflessione di Sei personaggi in cerca d’autore (1921), fino a quando Canio uccide Nedda sopraffatto dal desiderio di possesso, culminando nella celebre frase «La commedia è finita».
Dal punto di vista musicale, il maestro Biagio Micciulla affronta le specificità dei due spartiti, affiancati per la prima volta al Metropolitan di New York il 22 dicembre 1893. In Cavalleria rusticana, Micciulla individua una struttura sacrale e solenne in cui l’orchestra sostiene la tensione dell’intera comunità di Vizzini, valorizzata dalla maestosità del Regina Coeli e dall’iconico Intermezzo. In Pagliacci, la tessitura orchestrale asseconda invece le fratture tra finzione e vita vissuta, muovendosi dai toni della commedia alla nevrosi di Canio fin dal Prologo di Tonio. La conduzione di Micciulla unisce la precisione della partitura al rispetto per la tradizione teatrale, escludendo gli eccessi di maniera.
Interpreti, dettagli di produzione e informazioni per la biglietteria
Questa produzione segna il debutto di Biagio Micciulla nel circuito OperaLombardia e prosegue il suo sodalizio con il Teatro Fraschini, iniziato nel settembre 2024 con I Pomeriggi Musicali per Preludi d’autunno e proseguito nel dicembre 2025 con l’Orchestra Giovanile Pavese per Lo Schiaccianoci. Il regista Davide Marranchelli torna a Pavia dopo aver firmato nel 2026 Volo di Piuma, mettendo a frutto la sua esperienza nella Commedia dell’Arte. L’organico comprende il Coro OperaLombardia istruito da Diego Maccagnola, il Coro di Voci Bianche di Milano preparato da Arianna Lodi, i costumi firmati da Gianluca Carrozza, le luci curati da Giulia Bandera e l’assistenza alla regia di Gaia Barco.
I dettagli delle opere e i relativi cast di interpreti sono i seguenti:
CAVALLERIA RUSTICANA
Melodramma in un atto. Musica di Pietro Mascagni. Libretto di Giovanni Targioni-Tozzetti e Guido Menasci, tratto dalla novella omonima di Giovanni Verga. Prima rappresentazione: Roma, Teatro Costanzi, 17 maggio 1890.
Personaggi e interpreti:
– Santuzza: Clarissa Costanzo
– Turiddu: Max Jota
– Alfio: Sebastian Catana
– Lola: Marta Leung
– Mamma Lucia: Carlotta Vichi
PAGLIACCI
Dramma in due atti. Parole e musica di Ruggero Leoncavallo. Prima rappresentazione: Milano, Teatro Dal Verme, 21 maggio 1892.
Personaggi e interpreti:
– Nedda, nella commedia Colombina: Laura Brasó
– Canio, nella commedia Pagliaccio: Davide Piaggio
– Tonio, nella commedia Taddeo: Sebastian Catana
– Beppe, nella commedia Arlecchino: Lorenzo Martelli
– Silvio: William Allione
– Primo contadino: Yang Zhiyuan / Tomasoni Marco
– Secondo contadino: Federico La Rocca / Alessandro Giuseppe Magotti
La Stagione è promossa e organizzata dalla Fondazione Teatro Fraschini, con i soci fondatori Comune di Pavia e Fondazione Monte di Lombardia, in collaborazione con OperaLombardia, I Solisti di Pavia, il Conservatorio Franco Vittadini, Ghislieri Musica, l’Università degli Studi di Pavia e Arnaboldi Palace. Intesa Sanpaolo figura come Main Sponsor per la Stagione 2026/2027 nell’ambito del proprio Piano di Impresa e del programma ESG. La Fondazione aderisce a The Youth Club, progetto promosso da Fondazione Cariplo insieme a dieci istituzioni lombarde e di Novara per contrastare la povertà educativa. Relativamente alla biglietteria, la Quattro Cavalieri Card è disponibile dal 5 settembre al costo di 50 euro (personale e incedibile, garantisce il 25% di sconto sugli spettacoli tranne i musical). La biglietteria è aperta dal lunedì al sabato dalle 17.00 alle 19.00, oltre alle mattine di mercoledì e sabato dalle 11.00 alle 13.00. Per informazioni e contatti: e-mail biglietteria@teatrofraschini.org, telefono 0382 371214, vendita online all’indirizzo https://teatrofraschini.vivaticket.it/.


