Definire l’avvenire dello spettacolo dal vivo sottraendosi ai tradizionali meccanismi commerciali rappresenta una sfida complessa: la risposta del Reggio Parma Festival punta su un investimento a lungo termine, creando spazi operativi in cui l’azzardo artistico e il dialogo intergenerazionale costituiscono il vero fulcro dell’atto creativo. Nel corso dell’autunno 2026, l’istituzione emiliana dà nuovo slancio a questo orientamento affiancando due iniziative tra loro complementari: la seconda edizione di Gradus e la terza edizione delle Giornate d’Autore. Questa progettualità rinnova la cooperazione fra i soci fondatori della rete – la Fondazione I Teatri di Reggio Emilia, la Fondazione Teatro Due e la Fondazione Teatro Regio di Parma, congiuntamente ai rispettivi Comuni – con il proposito di sostenere lo sviluppo di linguaggi espressivi inediti e guidarli fino al momento del debutto sul palco.
Il cantiere interdisciplinare di Gradus per gli artisti under 35
Concepito quale incubatore formativo e generativo rivolto a registi, drammaturghi, compositori e scenografi under 35, il progetto Gradus si distingue per una marcata impronta di laboratorio, al riparo dalle logiche di mercato. Si tratta di un contesto protetto nel quale il teatro intreccia relazioni aperte con partiture sonore del presente, coreografia e arti visive, spingendosi a dialogare con discipline apparentemente lontane quali l’economia e la fisica teorica.
La risposta riscossa dal bando ne testimonia l’ampia risonanza: sono pervenute 135 candidature per un totale di 249 artisti partecipanti (199 italiani e 50 internazionali). Il comitato di valutazione ha individuato 10 progetti, distribuiti tra individuali e collettivi, accogliendo 19 giovani professionisti (11 italiani e 8 stranieri) all’interno di un doppio modulo di residenza:
- Parma: 30-31 ottobre e 2-4 novembre 2026;
- Reggio Emilia: 30 novembre – 3 dicembre 2026.
Lungo queste settimane di impegno serrato, gli ammessi perfezioneranno le proprie proposte con il supporto critico di tutor di assoluto rilievo. Nel primo periodo a Parma presteranno la loro consulenza il regista Daniele Abbado, lo scenografo ungherese Csaba Antal, il dramaturg Florian Borchmeyer, lo scenografo Paolo Fantin, il musicologo Luigi Ferrari e il coreografo spagnolo Marcos Morau. Il secondo appuntamento a Reggio Emilia si avvarrà dell’apporto del critico musicale Oreste Bossini, dell’economista Emiliano Brancaccio, della regista e coreografa Gabriela Carrizo, dei compositori Luca Francesconi e Francesco Giomi, della curatrice Marta Papini e della fisica teorica Francesca Vidotto.
A conclusione delle sessioni di lavoro saranno selezionate le opere destinate a entrare, a partire dai primi mesi del 2027, nella fase produttiva vera e propria, per poi approdare sulle scene nell’autunno dello stesso anno all’interno delle programmazioni del Festival Verdi, del Festival Aperto e di Teatro Festival.

Le Giornate d’Autore e il panorama internazionale al Teatro Due
Dal 28 al 31 ottobre l’attenzione si concentrerà presso la Fondazione Teatro Due di Parma con la terza edizione delle Giornate d’Autore, curate da Florian Borchmeyer (direttore del festival Theaterformen). La rassegna offre una preziosa prospettiva su testi contemporanei raramente inclusi nei cartelloni italiani, traducendo e presentando letture inedite capaci di interrogare le ferite e le complessità dell’attualità: guerre, intelligenza artificiale, identità e trasformazioni sociali.
In questa cornice il raccordo con Gradus diventa immediato: i partecipanti del percorso residenziale prenderanno parte attiva agli incontri, confrontandosi con cinque figure di spicco della scena internazionale:
- Liwaa Yazji (Siria): creatrice multidisciplinare che fonde sfera privata e ferite della storia. Sarà proposto il suo lavoro Terror (traduzione di Annamaria Bianco), ambientato nel corso di un attentato terroristico durante il quale due antichi amanti si incrociano inaspettatamente.
- Dea Loher (Germania): considerata tra le autrici più celebrate della drammaturgia tedesca attuale, vanta traduzioni in più di trenta lingue. Il momento a lei dedicato proporrà la lettura di La signora Yamamoto è ancora qui (traduzione di Anna Benussi e Angelo Callipo), un’acuta riflessione sulla solitudine e sull’ansia sociale nel contesto dell’iperconnessione.
- Marion Siéfert (Francia): regista d’avanguardia nell’ibridazione fra teatro dal vivo e piattaforme digitali. Attraverso Daddy – testo elaborato a quattro mani con Matthieu Bareyre e tradotto da Martina Miano – svela i meccanismi di sopraffazione psicologica all’interno degli spazi virtuali frequentati dai più giovani.
- Pat To Yan (Hong Kong): drammaturgo residente presso il Nationaltheater Mannheim. Sarà presentata la narrazione distopica Condizione postumana (traduzione di Giovanni Maria Rossi), che segue le vicende di un operatore di droni militari per interrogarsi sui rischi del transumanesimo e sulle illusioni del progresso tecnologico.
- Mazlum Nergiz (Turchia/Austria): co-direttore artistico dello Schauspielhaus Wien. Verrà letto 1000 eyes (traduzione di Anna Benussi e Angelo Callipo), opera incentrata sullo scarto fra la narrazione eroica della resistenza curda e la durezza quotidiana dello scontro politico.
La direzione delle letture sceniche sarà affidata alla sensibilità registica di Nicoletta Robello, Mario Scandale e Matteo Tarasco, mentre l’interpretazione vedrà in scena una compagnia composta da Alessandro Burzotta, Cristina Cattellani, Stefano Guerrieri, Sara Mafodda, Luca Passera, Giulia Salvarani, Stefano Scherini, Francesca Somma e Francesca Tripaldi.
Il dibattito sulla drammaturgia in Europa e la missione del festival
Ad arricchire il programma delle quattro giornate parmigiane contribuiranno molteplici tavoli di confronto incentrati sulle strategie di supporto alla drammaturgia contemporanea in Europa, grazie alla partecipazione di figure istituzionali quali Lily Busch (direttrice delle Autor:innenTheaterTage al Deutsches Theater di Berlino) e Ian De Toffoli (autore associato ai Théâtres de la Ville de Luxembourg).
Nato nel 2001 per effetto di una specifica legge statale volta a incentivare collaborazioni sovracomunali, il Reggio Parma Festival conferma così la propria identità originaria: non un mero contenitore di allestimenti consolidati, bensì un vero laboratorio di produzione proiettato verso una dimensione europea.
Le indicazioni relative all’accesso e il calendario dettagliato degli appuntamenti possono essere consultati sul sito ufficiale reggioparmafestival.it.


